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AGORA' LAZIO

Lazio, quei conti di Lotito che non tornano

«Non abbiamo debiti» spiegava con sicurezza il presidente ma nel bilancio ce ne sono 228,17 milioni crivi il tuo pensiero alla mail bisignani@iltempo.it 10 domande al presidente Claudio Lotito

Il 15 dicembre 2025, a margine della cena di Natale, Claudio Lotito si concesse una lunga chiacchierata con i cronisti. Un fiume di parole con cui rivendicava la solidità della Lazio: «La Lazio purtroppo è virtuosa, non ha debiti, non usa mutui, non ha leasing, non ha bond». E ancora, sul mercato bloccato: «Tu applichi una legge che è stata abolita, come fai ad applicarla se l'hai abolita dal primo luglio? Mi spacchi il mercato in due tranche». Concetti ribaditi con forza, a testa alta. A distanza di sette mesi, però, quelle affermazioni possono finalmente essere messe alla prova dei fatti. Nel frattempo sono arrivatila semestrale, la misurazione federale della scorsa primavera e la sessione estiva: quasi ogni frase pronunciata quella sera ha ormai avuto il suo consuntivo. Da qui a sabato (quattro puntate) le analizzeremo una per una.

I DEBITI CHE NON CI SAREBBERO

Nel video la Lazio «non ha debiti, non ha mutui, leasing, bond». Vero per mutui e bond. Il resto era già smentito tre mesi prima dalla stessa società: il progetto di bilancio al 30 giugno 2025, comunicato il 22 settembre, registra un patrimonio netto consolidato negativo per 16,83 milioni e debiti per 228,17 milioni al netto di esposizione finanziaria, risconti e fondi, con una perdita di 17,1 milioni, sesta in sette esercizi. Poi la semestrale al 31 dicembre: rossodi 20,4 milioni, indebitamento finanziario netto peggiorato di 45 milioni a 111,3, e patrimonio consolidato tornato positivo a 103,2 soltanto grazie alla rivalutazione contabile di terreni e fabbricati, 140,5 milioni di riserve senza ingresso di cassa, che mettono peraltro il patrimonio della capogruppo al riparo da ogni obbligo di ricapitalizzazione. Quanto a mutui e bond, la loro assenza viene rivendicata come una virtù. Sono però gli strumenti con cui si finanziano stadi e infrastrutture, e in vent'anni la loro assenza ha coinciso con quella degli investimenti: l'unico debito finanziario concepito a Formello è l'anticipo dei crediti.

L'ALIBI SCADUTO IL PRIMO LUGLIO

Nel video dice che l'indice era stato "bocciato da un tribunale" e "abolito dal primo luglio". Le pronunce del 2022 riguardavano però l'ammissione al campionato, con l'annullamento della sola verifica fissata prima della chiusura dell'esercizio, mentre nel 2025 la Lazio si è iscritta regolarmente e lo stop ha colpito i soli tesseramenti, mai impugnati. Quanto alla presunta retroattività, le date dicono altro. L'indice di liquidità è nei controlli federali da anni, e il comma 4-bis dell'articolo 90 delle NOIF, la norma che ha fermatoilmercato, è stato introdotto dal Consiglio Federale il 20 dicembre 2023, organo del quale Lotito è componente, ed è entrato in vigore il primo luglio 2024. La Lazio ci è incappata alla verifica del 31 marzo 2025, nove mesi dopo. E ci è incappata per intero: il blocco totale scatta solo quando mancano tutti e tre gli indicatori, liquidità, indebitamento e costo del lavoro. Ne bastava rispettare uno per evitarlo, e la liquidità sarebbe mancata anche con una soglia dimezzata a 0,4. Gli altri due indicatori hanno i ricavi al denominatore: la Lazio è stata fermata perché incassa poco. Oggi la staffetta è compiuta: dal 2026 il parametro è unico per tutti e la Lazio è rimasta l’unica fuori.

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