
Capolavoro giallorosso

L'Acea Roma di Calvani batte Cantù e trova Varese in semifinale di Coppa Italia
ASSAGO Bel modo di festeggiare il ritorno in Coppa Italia da cui mancava dal lontano 2009. La Virtus Roma ha scelto di farlo regalandosi un pomeriggio di quelli da mandare negli archivi della propria storia alla voce impresa. Perché la truppa di Calvani, costruita in estate da Alberani con poche risorse e tante belle idee, s'è presa il lusso di sbattere fuori Cantù superata 85-89. Certo ai brianzoli mancava Tyus ma in casa capitolina l'assenza di Dagunduro è ormai un fatto cronico che quasi più ci si accorge che il nigeriano non c'è. Per lunghi tratti l'Acea ha brutalizzato l'avversaria. L'ha fatto ottenendo tantissimo da molti dei suoi attori. Luci della ribalta, ma non è più una notizia, sul solito, unico Gigi Datome. Ha strappato applausi a chiunque per la qualità delle sue giocate ma non ha disdegnato il lavoro sporco portando a casa, utilizzato anche da ala grande, la bellezza di 12 rimbalzi che si sono andati ad aggiungere al bottino di 22 punti. Ma se Roma era partita in quarta mandando un chiaro messaggio all'avversaria è stato per l'avvio prepotente di Gani Lawal. Altro che saltatore senza tecnica, il nigeriano ha messo sù un repertorio di giocate di varia natura per spedire Roma sul + 5 (8-13). Cantù ha reagito e ha messo il naso avanti, unica volta nella gara, sul 16-14, grazie all'educatissima mano del lungo Leunen. Ma la Virtus non ha vacillato. D'Ercole ha insaccato la tripla del nuovo vantaggio ed a lui sono seguiti Czyz (positivissimo il polaccone volante) e Datome per chiudere avanti al 10' 18-25. Ancora Virtus nella seconda frazione tanto da dilatare in doppia cifra il vantaggio con il sardo (34-46) per chiudere avanti al 20' con un ingiusto + 6 (44-50). Dagli spogliatoi è però rientrata una Virtus ancor più tarantolata. La difesa ha sporcato le giocate avversarie ed in attacco tutti si sono iscritti alla beneficiata tanto che al 30' il tabellone ha messo Cantù spalle al muro (54-69). In avvio di ultima frazione l'Acea è sembrata volar via, 54-73, ma il + 19 ha evidentemente risvegliato la paura di vincere dei giallorossi. L'attacco si è bloccato e i brianzoli, giocando più sui nervi che sulla tattica, hanno iniziato una costante scalata. Tabu non ha sbagliato un colpo e con 1'43" due liberi di Brooks hanno assottigliato il vantaggio al + 1 (81-82). Taylor non ha pensato alla carta d'identità, che dice sole 23 primavere, e con 5 punti ha rimesso la Virtus sulla retta via. Finale da brividi con due liberi sbagliati da Lawal sull'82-84. Una tabellata di Tabu ha scritto 85-86 ma nel momento più importante Datome ha messo la sua firma, prima con due liberi pesantissimi e poi con una siderale stoppata su Brooks che, seguita da un libero di Jones, ha sigillato il risultato. Festa grande ma subito ritorno alla realtà. Domani alle 17,45 l'Acea giocherà la semifinale contro Varese. E l'appetito, si sa, vien mangiando. Alla fine il presidente Toti non ha nascosto la propria soddisfazione. «E' un gruppo eccezionale - ha detto il patron - e credo che la sconfitta contro Reggio Emilia sia stata salutare e ci abbia fatto tornare con i piedi per terra. Hanno messo cuore e testa e abbiamo conquistato un risultato importantissimo». E il presidente non vuole fermarsi. «Avevo fissato per scaramanzia sabato mattina un appuntamento di lavoro a Roma. Dovrò disdirlo perché ora che siamo in ballo io non voglio fermarmi». Sorridente anche Gigi Datome. «È bello andare avanti in una manifestazione come questa. Siamo felici ma sappiamo di non aver vinto nulla».
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