Cerca
Cerca
Edicola digitale
+

Sanremo 2025, sorpresa di Carlo Conti: "Staserà aprirò con Roberto Benigni"

  • a
  • a
  • a

È Roberto Benigni ad aprire la quarta serata del Festival di Sanremo, quella per tradizione dedicata alle cover e ai duetti, che quest’anno sono aperti anche agli incroci tra gli artisti in gara. Lo ha annunciato il direttore artistico Carlo Conti nel corso della conferenza stampa: "Stasera aprirò il festival con Roberto Benigni. Per me si realizza un sogno. L’avevo chiamato in tutti i miei precedenti festival senza riuscire. Stasera mi ha detto che vuole aprire il festival con me. Non so cosa farà, lo vado ad incontrare adesso". La prima volta dell’attore e regista premio Oscar fu nel 1980: in quella edizione affiancava Claudio Cecchetto e l’attrice Olimpia Carlisi nella conduzione. Fu proprio Benigni a regalare attenzione mediatica al festival, che viveva una fase di forte declino, con una performance quasi scioccante: dapprima, su un dialogo sul sesso, apostrofò l'allora papa regnante Giovanni Paolo II con l'appellativo di Woitilaccione, mentre l’allora presidente del Consiglio dei ministri, Francesco Cossiga, diventò Cossigaccio. Successivamente si esibì in un bacio sul palco con l'altra co-conduttrice Olimpia Carlisi (all'epoca sua compagna) della durata di 30 secondi. Nel 2002, con Pippo Baudo alla conduzione, conquistò 20 milioni di spettatori (share del 70%) col monologo in cui rileggeva in chiave politica il Giudizio Universale, ma mise anche la testa sotto vestito di Manuela Arcuri e strizzò le parti basse di Baudo.

 

 

 

Nel 2009, in una edizione condotta da Paolo Bonolis, Benigni (dopo aver sceso le scale dell’Ariston al contrario) sollevò non poche polemiche con un intervento caratterizzato da varie invettive politiche: i suoi bersagli furono Silvio Berlusconi, Iva Zanicchi e Walter Veltroni. Il festival con lui arrivò al 55% di share. Ospite di Morandi nel 2011, si presentò sul palco a cavallo e la bandiera tricolore; in quell'occasione, si trattava di festeggiare il 70mo anniversario del festival. E i 150 anni dall'Unità d'Italia. Spiegò, facendone l'esegesi, l'Inno di Mameli. el 2020 recitò Il Cantico dei Cantici (e anche Oscar Wilde) per 40 minuti. Una esibizione che ricevette diverse critiche, da associare alle polemiche per il cachet. Nel 2023, con Amadeus, ha celebrato la Costituzione alla presenza del presidente Mattarella: “Quest'edizione è particolare perché cade nel 75° anniversario della Costituzione, e la Costituzione è legatissima con l'arte, la Costituzione è un'opera d'arte e ogni parola sprigiona una forza evocativa e rivoluzionaria, perché butta all'aria l'oppressione e la violenza che c'era prima, ci fa sentire che viviamo in un Paese che può essere giusto e bello, che si può vivere in un mondo migliore. È un sogno fabbricato da uomini svegli, ed è una cosa che può accadere una volta nella storia di un popolo”.

 

 

Dai blog