
Germania, vince la Cdu. L'exploit di Afd e il tonfo storico dei socialisti di Scholz

È proprio una Germania di Merz. La vittoria della Cdu di Friedrich Merz con il 29%, secondo posto dell’estrema destra di Afd, poco intorno al 20%, tonfo dell’Spd di Scholz che fatica a superare il 16%, bene i Verdi che scavallano il 10%, Die Linke sotto il 9% e Bsw sul filo del dentro e fuori. Merz ha fatto della lotta all’immigrazione irregolare il perno della sua campagna, sostenendo una controversa mozione con l’ultradestra dell’AfD. Anche perché i sondaggi dicevano chiaramente che il 56% degli elettori considerava il capitolo «Sicurezza» al primo posto fra le proposte politiche presentate dai candidati. Ecco perché in materia migratoria, la Cdu propone il respingimento dei migranti ai confini, in contrasto con le norme europee e, tra le altre cose, la cancellazione del ricongiungimento familiare per i titolari di protezione sussidiaria. In passato è stato protagonista di alcune gaffe, come quando ha definito i bambini migranti «piccoli pascià» e accusato i rifugiati ucraini di «turismo sociale», commenti per i quali si è poi scusato. Nonostante gli inciampi è rimasto largamente in testa nei sondaggi come candidato cancelliere più apprezzato.

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Merz ha presentato l’Agenda 2030 per rilanciare l’economia, proponendo l’abbassamento dell’imposta sulle società al 25% e l’innalzamento della soglia di applicazione dell’aliquota massima sul reddito da 67.000 a 80.000 euro. Intende mantenere la spesa per la difesa al 2% del Pil, rinnovare l’esercito, reintroducendo una qualche forma di servizio militare obbligatorio, e continuare il sostegno all’Ucraina. Non esclude modifiche al «freno all’indebitamento», il vincolo al bilancio previsto dalla Costituzione tedesca. Merz sostiene un ruolo più incisivo della Germania in Europa e sulla scena internazionale. Ha escluso accordi con l’ultradestra.
«Dobbiamo essere veloci, operativi e passare all'azione, dobbiamo essere operativi a livello europeo e percepiti a livello mondiale. La Germania sarà governata in maniera molto affidabile» ha dichiarato il leader del Cdu davanti ai suoi sostenitori dopo i primi exit poll. «Abbiamo fatto un’ottima campagna elettorale senza precedenti, giusta e necessaria per discutere delle grandi tematiche del nostro Paese.

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Ma ora dobbiamo parlare insieme e lavorare insieme. Si tratterà soprattutto di agire velocemente. Abbiamo un governo operativo, che deve essere creato con una buona maggioranza, perché il mondo non aspetta noi, e neanche le coalizioni e le trattative». Non può dire lo stesso Olaf Scholz, che infatti ha definito il risultato come «un’amara sconfitta. E questo va detto in modo chiaro». Non è un caso se l’Spd ha fatto registrare il peggior risultato della sua storia dal 1887, doppiata dai rivali cristiano-democratici. «Mi assumo la responsabilità di questa sconfitta amara» ha detto in un primo commento il cancelliere socialdemocratico uscente. Questo è il momento «in cui dobbiamo riconoscere che abbiamo perso le elezioni», ha commentato ancora Scholz parlando davanti ai suoi sostenitori e ammettendo «gli scarsi risultati» dell’Spd, inchiodata al 16-16,5%. Di tutt’altro avviso Alice Weidel che fa registrare all’Afd il secondo miglior risultato nel Paese. La leader ha ribadito l’offerta alla Cdu-Csu, di governare insieme: «La nostra mano è sempre tesa per realizzare la volontà del popolo», ha detto, aggiungendo di non credere che questa mano tesa «sarà accettata» dal partito di Friederich Merz. L’Unione ha, fino a oggi, respinto categoricamente un governo congiunto con l’Afd.
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