ONOREVOLI FUORI CONTROLLO

Camera, dalla Decima a “Bella ciao” e volano pugni. Deputato esce in carrozzina

Dario Martini

X Mas, Bella Ciao, tricolori che sventolano dai banchi delle opposizioni, la seduta che viene interrotta di continuo. Poi, dulcis in fundo, la rissa. Con un deputato che crolla a terra abbattuto. «Mi hanno dato un pugno», dirà. Ma gli accusati negano: «Non siamo stati noi». Insomma, un clima a dir poco incandescente quello di ieri alla Camera. Si discute di autonomia differenziata in un’atmosfera già surriscaldata per via dell’espulsione di Domenico Furgiuele (Lega), accusato di aver fatto il gesto della X Mas mentre dalle opposizioni cantavano Bella ciao. Seduta sospesa e alla ripresa dei lavori il Cinque Stelle Leonardo Donno si avvicina al ministro Roberto Calderoli (padre della riforma) per consegnargli una bandiera dell’Italia che i deputati suo partito, compresa Elly Schlein, avevano sventolato in massa aula. Donno viene bloccato dai commessi, ma anche da alcuni deputati di maggioranza. È a questo punto che parte il parapiglia. Il più agitato è il leghista Igor Iezzi che si avvicina a Donno e, come racconta Marco Grimaldi (Avs), lo avrebbe colpito con almeno due pugni. Donno crolla a terra ed è necessario l’intervento dei medici della Camera. Qualcuno però, dirà: «Ha simulato». Ma non finisce qui.

 

  

 

Volano insulti, parolacce, i commessi fanno fatica a sedare la rissa. Dopo un po’ Donno si rialza e viene portato fuori dall’aula con una carrozzina. «Dinamiche parlamentari... », minimizza il capogruppo della Lega Riccardo Molinari. «È caduto da solo», aggiunge Federico Mollicone (FdI), lasciando l’aula. Il tutto, però, viene ripreso dai telefonini di molti parlamentari. Tanto che i filmati finiscono subito sul web. Difficile, però, nel parapiglia capire bene chi ha colpito chi. Fatto sta che anche un assistente parlamentare finisce in infermeria. Donno racconta: «Sono crollato a terra dopo un pugno, non riuscivo a respirare. Mi sono spaventato. Mi hanno aggredito Iezzi, Mollicone, Amich e Cangiano», dice poco dopo in diretta a Otto e mezzo su La7. Pronta arriva la replica di Mollicone di Fratelli d’Italia: «Donno è un commediante: non lo ho toccato e le immagini parlano. Oltraggioso rivestire con un tricolore forzatamente un ministro della Repubblica. Una sceneggiata della migliore specie. Non solo non l’ho toccato, mi sono allontanato e messo seduto per non alimentare un evidente tentativo per sospendere i lavori. Donno la smetta di dire bugie, si vergogni». Anche Iezzi (Lega) respinge le accuse: «Non l’ho colpito».

 

 

Di fronte a tutto ciò a rimanere attonito è il deputato Andrea Di Giuseppe di FdI, che racconta: «La sinistra ha provocato tutto il giorno. La seduta è stata sospesa più volte. La cosa più scandalosa è stata quando il deputato dei 5 Stelle è andato contro il ministro Calderoli. Gli voleva dare il tricolore, e l’ha spinto. Poi è scattata la bagarre. Poi, certo, se qualcuno lo ha colpito è da condannare. Però ciò che è inaccettabile è questo metodo fascista delle opposizioni. Un conto è l’ostruzionismo, altra cosa è questo modo di fare chavista. Un film dell’orrore. Fanno così perché hanno perso le elezioni».