
Verso il congresso

Ds, le minoranze preparano l'alleanza
A rievocare la torrida atmosfera del luglio 1976 (quando, presso l'hotel romano Midas, Bettino Craxi sfilò sorprendentemente a Francesco De Martino la guida del Psi in un infuocato Comitato centrale del partito) è stata per prima la Velina rossa del dalemiano Pasquale Laurito che ha accennato alla prospettiva di un'alleanza congressuale tra la terza mozione di Gavino Angius e Peppino Caldarola e la sinistra del Correntone. E il «suggerimento» è subito raccolto da Caldarola che - in un articolo che sarà pubblicato oggi dal Riformista - si esercita sui possibili esiti del congresso diessino di aprile. Dove la maggioranza del segretario Piero Fassino potrebbe «non vincere in modo bulgaro o non vincere affatto se le minoranze faranno una battaglia comune e convergente». Caldarola prova a fornire ai sostenitori delle due mozioni qualche buona ragione per unire le forze: segnala innanzitutto che, «inavvertitamente, in queste settimane i Ds sono già stati sciolti». Si tratta - spiega il deputato dell'Ulivo - di una «verità spiacevole che irriterà soprattutto il segretario del partito diessino. Ma anche lui si dovrà convincere che non si possono più raccontare le favole».
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