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«An e Udc bloccano la riforma della giustizia»

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Sul lodo Maccanico scontro a distanza tra Bondi (FI) e il diessino Violante, «sguaiato provocatore»

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«Si deve sapere - afferma Castelli - perchè la riforma della giustizia è ferma. Non va proprio bene. Il nostro capogruppo Alessandro Cè ha fatto solo un'ipotesi quando ha detto che la Lega Nord vuole avere le mani libere nei confronti della maggioranza. Lui ha fatto un'ipotesi: An e Udc, invece, stanno già agendo in questo modo. Fanno opposizione, remano contro». «Siamo quasi a metà legislatura - continua Castelli - È ora di tirare le somme con una premessa: la Lega è nel governo per realizzare il programma elettorale, non per perdere tempo. Alcune riforme come la devolution sono solo avviate. La stessa legge Bossi-Fini, figlia di un'estenuante mediazione politica, non trova ancora una vera applicazione. Siamo in piena emergenza con gli immigrati». Poi il tema giustizia. Nel mirino finisce la commissione della Camera, guidata da Gaetano Pecorella (Fi). «La verità - sostiene il ministro Castelli - è che l'intero pacchetto delle riforme sulla giustizia è fermo. Diversi progetti di riforma sono bloccati da tempo in Commissione alla prima lettura. Non si sta facendo un passo avanti in nessuna direzione. Non è possibile continuare così. Al Senato non ho problemi. È alla Camera che l'opposizione all'azione di governo è diventata pesante, continua, insostenibile. E l'opposizione arriva dai nostri alleati. An e Udc ostacolano le riforme e il programma di governo». Sempre sulla giustizia i Ds sostengono che «Il lodo è incostituzionale. La Consulta respingerà la legge». l presidente dei deputati Ds, Luciano Violante, ribadisce la sua convinzione sul fatto che la legge sia stata approvata solo per fare un grosso piacere al premier Berlusconi. «Attorno al premier-imputato - dice - ruota una corte di parlamentari-imputati e parlamentari-avvocati, ciascuno dei quali cerca di guadagnare il proprio tornaconto dalle disgrazie di Berlusconi. Si tratta di una miscela esplosiva per la dignità del Paese, per la legalità e per la coesione civile». Berlusconi, sostiene Violante «pensa solo ai suoi guai ed a questo esecutivo ormai non crede più nessuno». Quanto alla Lega, secondo il presidente dei deputati Ds «è sulla strada della rottura: alle prossime europee rischia il 3% e per risolvere la sua crisi prende a pretesto l'immigrazione. Tutto come nel '94». A Violante replica Sandro Bondi di Forza Italia per il quale l'onorevole Ds è ormai solo uno «sguaiato provocatore» e dovrà rispondere in Parlamento sul contenutodi quanto detto in materia di immunità. «Chiamerò l'onorevole Violante - ha detto Bondi - a rendere conto in Parlamento delle affermazioni (comando ricattatorio sui parlamentari, l'immunità come quella concessa da Putin a Eltsin). Ormai è chiaro che l' on. Violante non è altro che uno sguaiato provocatore e un demone dei disegni politici più torbidi e occulti che si possano immaginare, ma adesso ha superato perfino se stesso».

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