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Lucio Corsi, l'endorsement di Verdone: "La vera novità, testo pieno di poesia"

Marco Zonetti
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Carlo Conti scansati proprio. È infatti Carlo Verdone lo scopritore di Lucio Corsi, secondo classificato al Festival di Sanremo 2025 e Premio della Critica intitolato a Mia Martini. Fu infatti l'amatissimo attore e regista romano a convincere il cantante allora sconosciuto a partecipare alla terza stagione della sua fiction «Vita da Carlo», nella quale Verdone è chiamato a fare il direttore artistico di Sanremo, scopre il talento del giovane e lo porta all'Ariston dove, giustamente, sbanca. «Pensai che il suo modo di citare il rock progressivo e il glam», lo stesso Verdone spiega all'Adnkronos il motivo della sua scelta, «con quel look che ricorda il Peter Gabriel dei primi Genesis o lo Ziggy Stardust di Bowie, fosse decisamente originale. E incantevoli le sue canzoni piene di poesia, fiabesche, agli antipodi della violenza di certi rapper».

 

 

 

Il cameo di Corsi nella serie televisiva è stato poi il preludio al successo nel festival reale, che lo ha catapultato fin dalla prima serata tra i personaggi più interessanti della scena musicale contemporanea e tra i beniamini della 75ma edizione della kermesse canora. «Quello che traspare in Lucio»- ha dichiarato il suo pigmalione Carlo - «è l’essere una persona piena di garbo, che vive di stupore. Non c’è mai rabbia in lui. Ma la sua forza non è solo nel suo talento ma anche nella sua pacatezza di persona perbene e umile. L’umiltà è la cosa che lo contraddistingue più di tutte. È andato avanti con i suoi soli mezzi».

 

 

 

E il regista precisa: «Grazie a lui la musica mi sembra abbia iniziato a prendere un’altra direzione, meno ansiogena, più riflessiva e amabile, fondata su dei testi belli. È un poeta. Sono contento anche perché puntare su di lui nella mia serie è stata una scommessa vinta anche per me. Gli auguro tutto il successo che merita».

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