
Fitactive, così si proteggono i diritti femminili

Un impegno a favore dell’inclusione e della tutela dei diritti delle donne. Non solo parole però ma fatti concreti. Questo l’intento di FitActive, gruppo che rappresenta 150 palestre di fitness, che in occasione della ricorrenza della festa della donna, lo scorso otto marzo, ha deciso di avviare una raccolta fondi a favore di «Differenza Donna Asp Ong» un’organizzazione che si impegna nella protezione dei diritti del genere femminile. L’iniziativa, che ha coinvolto le maggiori città italiane e oltre 400 partecipanti, si lega a uno dei valori fondativi di FitActive che prevede la creazione di ambienti inclusivi per tutti abbracciando una visione di benessere, divertimento, felicità e solidarietà. Un orizzonte che il ceo e fondatore di FitActive, Eduardo Montefusco spiega così: «Noi di FitActive siamo l’opposto di esclusivo: siamo un brand inclusivo, la rappresentazione del fitness per tutti. Crediamo in un mondo senza barriere, in cui ogni persona possa sentirsi accolta, valorizzata e libera di esprimere il proprio potenziale. In Italia si parla di inclusività solo da poco, ma noi portiamo avanti questa missione da oltre un decennio, con azioni concrete e un impegno quotidiano. Respingiamo con forza gli stereotipi di genere e crediamo nel talento senza distinzioni. Ecco perché, da anni, le donne ricoprono ruoli chiave e manageriali nella nostra azienda, non come eccezione, ma come regola. Per noi, il valore e la competenza non hanno genere, e la leadership femminile è parte integrante del nostro successo. Sosteniamo, promuoviamo e valorizziamo le donne non solo all’interno di FitActive, ma come pilastro fondamentale dell’intero mondo del fitness. L’inclusione per noi non è una moda, ma una scelta di valore che ci guida ogni giorno. E continueremo a portarla avanti, perché il futuro del fitness è per tutti e con tutti».
L’associazione
Differenza Donna è un’associazione di promozione sociale che nasce a Roma il 6 marzo 1989 con l’obiettivo di far emergere, conoscere, prevenire e combattere la violenza maschile nei confronti delle donne, delle ragazze, delle bambine e dei bambini. Fin dall’inizio l’associazione ha evidenziato come la discriminazione, l’emarginazione e la sopraffazione nei confronti delle donne siano fenomeni sociali diffusi, gravi, complessi e che possono essere prevenuti e contrastati con efficacia solo con strategie multilivello che tengano insieme prevenzione, formazione e monitoraggio costanti. Per questo la missione sociale è rendere concreta una realtà nella quale ogni donna possa essere considerata una persona libera, autodeterminata, valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignità e saggezza, soggetto di diritti paritari pienamente riconosciuti. Il fulcro della sua azione è costituito dai Centri antiviolenza che Differenza Donna idea, progetta e realizza come luoghi di propulsione di una cultura nuova, di protezione, valorizzazione, riprogettazione della vita e rinascita delle donne che li abitano e di tutte coloro che vi si rivolgono per un sostegno solidale in momenti di grande difficoltà. Attualmente l’associazione gestisce in Italia 16 Centri antiviolenza (10 nel Lazio, 5 in Campania e 1 in Basilicata). Nel Lazio in particolare 3 sono con Casa rifugio, 2 Case di Semi-autonomia, 2 Centri Anti-tratta, 1 Casa rifugio in emergenza in Campania e 8 sportelli Emergenza Codice Rosa all’interno di importanti presidi ospedalieri della Regione Lazio. L’associazione vanta un ufficio legale composto da 20 avvocate esperte per materia (civile, penale, lavoro, immigrazione, amministrativo), con comprovata e prolungata esperienza nell’assistenza e consulenza nei casi connotati da violenza e discriminazione di genere. Ed è impegnata in progetti europei a sostegno delle donne provenienti da paesi terzi vittime di tratta a scopi di sfruttamento sessuale e lavorativo e in progetti internazionali come in Palestina, Marocco, Nicaragua, Russia e Siria. Svolge da sempre programmi di prevenzione nelle scuole di ogni ordine e grado tramite numerosi progetti a contrasto del fenomeno dell’hate speech e dei crimini d’odio, del bullismo e cyberbullismo e si impegna a promuovere tra i/le giovani la capacità di intessere relazioni autentiche, basate sul confronto, sul rispetto reciproco e sulla libertà da pregiudizi e stereotipi di genere.
Il numero antistalking
Da luglio 2020 è attivo il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking di pubblica utilità, attivato nel 2006 dal dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di sviluppare un’ampia azione di sistema per l’emersione, la gestione e il contrasto della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne. Un’iniziativa pubblica essenziale per tutte le donne che affrontano situazioni di violenza fisica, psicologica economica, sessuale. Il servizio offre ascolto, supporto e orientamento H24 ed è un numero che può salvare vite.
Il promotore
In meno di dieci anni, FitActive, brand leader per numero di palestre aperte in Italia e nella classifica Top20 delle più importanti catene di palestre europee, grazie all’intuizione del Ceo e fondatore Eduardo Montefusco, ha contribuito a trasformare il panorama del fitness internazionale rendendo lo sport accessibile a tutti, e fonte di salute, benessere e felicità. Montefusco, ha avuto modo di condividere la sua visione alla Terza edizione del Forum Osservatorio Valore e Sport organizzato da The European House Ambrosetti dove ha detto: «Sono convinto che investire nello sport significhi migliorare la qualità della vita delle persone e, con oltre 150 club presenti nelle più importanti città d’Europa e del Brasile, stiamo dimostrando che il fitness può davvero migliorare la qualità di vita delle persone». Il gruppo continua a essere in prima linea nel battere la sedentarietà e costruire una società più attiva e in salute in prima linea nel battere la sedentarietà e costruire una società più attiva e in salute.
Dai blog

Carlo Conti vince ancora. Scoppia la Sanremomania


La magia dei Pink Floyd torna a suonare nell'anfiteatro di Pompei


Da Jackson ai Beach Boys: quando le canzoni finiscono in tribunale
