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Marine Le Pen, l'ira per la "sentenza politica": in Francia "pratiche da regime"

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È stata "una decisione politica", "per impedirmi di candidarmi alle elezioni presidenziali". Marine Le Pen parla una intervista in diretta a Tf1 e parla senza mezzi termini di violazione dello Stato di diritto in merito alla sentenza del tribunale di Parigi che ha dichiarato lei e altri 8 eurodeputati di Rassemblement National colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici. "Lo stato di diritto è stato completamente violato perché impedisce un ricorso effettivo, che è un diritto garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo". Lo ha detto la leader di Rn dichiarata ineleggibile alle prossime elezioni presidenziali. 

 

"Farò appello "il più presto possibile", è "un giorno nefasto" per "tutti coloro che sono legati alla democrazia e allo Stato di diritto", ha detto Le Pen che annuncia appello "perché sono innocente", ha spiegato, "i giudici di primo grado possono sbagliarsi. Fin dalle prime ore, pensavo che saremmo stati giudicati in modo parziale".

 

Milioni di francesi sono stati "privati della loro candidata", ha detto la leader della destra francese che denuncia: "Bisogna che la giustizia faccia presto...ma sarà troppo tardi", ha proseguito per poi interrogarsi sulla "legittimità" della persona eletta presidente della Repubblica nel 2027 nel caso in cui lei venisse "assolta" dopo il voto. Impedendole di correre alle elezioni presidenziali del 2027, continua, "i giudici hanno messo in atto pratiche che si riteneva fossero riservate ai regimi autoritari", 

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