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Ceuta, allarme antiterrorismo per la nuova invasione di massa. Ecco perché chiudere Schengen è stata la decisione corretta

 Ceuta torna in allarme per nuovi ingressi dal Marocco. Secondo fonti della Guardia Civil e della Policía Nacional citate da media spagnoli, sui social circolano convocazioni pubbliche per nuovi tentativi di ingresso collettivo oggi e il 23 settembre. Dall’altra parte del confine, anche media marocchini confermano l’esistenza di post diffusi da pagine e account anonimi, rivolti soprattutto a giovani e minori. Per questo le forze di sicurezza spagnole e marocchine monitorano i confini.

Mentre Roma mantiene i controlli su navi e aerei che arrivano dalla Spagna. Fonti dell’Antiterrorismo italiano, consultate da Il Tempo, confermano l’allerta. Dopo gli oltre 70mila ingressi del 30 e 31 luglio, le convocazioni digitali non vengono sottovalutate. Rabat, infatti, avrebbe schierato migliaia di agenti tra Belyounech e Fnideq contro la «migrazione collettiva» annunciata per oggi. Per il 20 settembre, invece, dall’account X di un uomo che si presenta come giornalista marocchino, sono convocate «marce di massa in tutto il Regno» per rivendicare Ceuta, Melilla e i territori spagnoli definiti «occupati». L’account sarebbe monitorato dai servizi segreti spagnoli e non solo. Il 23 settembre, giorno del voto marocchino, è indicato per un altro attraversamento in messaggi ritenuti di «certa affidabilità» da fonti di polizia locali. È lo scenario nel quale l’Italia difende la scelta di controlli temporanei alle frontiere aeree e marittime con la Spagna.

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«Non c'è nessuna crisi con la Spagna, nessuna guerra, nessuno scontro. Abbiamo soltanto voluto difendere i confini europei e i confini italiani per garantire la sicurezza» ha detto ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Poi ha aggiunto: «Attorno a Ceuta ci sono molte realtà collegate al jihadismo e abbiamo il dovere di proteggere i nostri concittadini». «Il terrorismo non è finito», ha proseguito Tajani, spiegando che «per evitare che possa prendere piede, infiltrarsi e arrivare a colpire le nostre città, dobbiamo avere delle regole purtroppo severe».

Il timore ha un riscontro. La Guardia Civil ha fermato un marocchino condannato per terrorismo jihadista e colpito da divieto d’ingresso. Risultava nelle banche dati per un’operazione catalana del 2015 e potrebbe essere entrato con la massa del 30 luglio. Per questo il nostro Antiterrorismo segue anche la destinazione di chi resta sulle spiagge e negli accampamenti. Madrid nega movimenti irregolari verso la Penisola e Ceuta stima in 13mila le persone rimaste: 4.500 sulla spiaggia del Trampolín; 2.700 fra Tarajal, quartiere del Príncipe e strutture di Luna Blanca; 1.300 a Loma Margarita; 1.200 a Loma Colmenar; circa 270 alla Hípica; 2.000 minori assistiti dalla città; circa 1.000 nel CETI. Ma l’esecutivo di Pedro Sánchez sostiene di non avere un conteggio definitivo. Ángel Víctor Torres, ministro della Politica territoriale e responsabile del comando unico, ieri ha riunito i dicasteri per aprire spazi di identificazione e rimpatrio. Le 3.400 sistemazioni dovrebbero salire a 6mila. Ma al momento, soltanto 1.120 persone avrebbero completato il triage sanitario, anagrafico e giuridico che separa l’asilo dal rimpatrio. Per gli adulti Madrid non ha annunciato ricollocamenti nella Penisola. La linea resta il rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione.

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L’unico trasferimento reso pubblico riguarda i minori. Il ministero della Gioventù e dell’Infanzia ne ha censiti 2.100, tra i quali 700 bambine, e ha chiesto alle comunità autonome di accoglierli. Il primo piano per 500 ragazze resta però bloccato dallo scontro con le amministrazioni del Partito popolare.

Anche i ricongiungimenti familiari attendono Rabat, che non avrebbe risposto a numerosi fascicoli. Intanto, i migranti vivono in sistemazioni provvisorie. In una di queste, a Tarajal, tra giovedì e venerdì un incendio ha distrutto 42 baracche. Ma ieri mattina, circa cento marocchini, compresi alcuni minori, avevano già ricostruito i ripari e ripreso posto nell’accampamento.

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