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Tesla bruciate a Roma, l'incendio è doloso. Elon Musk: "È terrorismo"

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Si segue la pista del dolo, forse maturato nella galassia anarchica, belle indagini della Digos della Questura di Roma sul rogo divampato la notte scorsa in una concessionaria Tesla alla periferia di Roma. Sono 17 le auto andate a fuoco. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Secondo quanto trapela, al vaglio diverse piste e, tra queste, non può essere esclusa quella anarchica mentre in varie parti del mondo si moltiplicano danneggiamenti e attentati contro le vetture prodotte dall'azienda di Elon Musk per via della sua attività politica al fianco del presidente Usa, Donald Trump. 

 

 

"Siamo consapevoli dell’incidente occorso a Roma il 31 marzo. Stiamo attivamente investigando l’accaduto e collaboreremo con le autorità locali per determinare le cause dell’evento", fa sapere in una nota la Tesla, dopo l’incendio. I fatti la notte tra domenica 30 e lunedì 31 marzo, nel deposito di via Serracapriola a Torre Angela, estrema periferia est di Roma. L'incendio è scoppiato alle 4,30 in una Concessionaria Tesla.  La sala operativa del comando di Roma dei vigili del fuoco ha inviato sul posto varie squadre. Nessuna persona è rimasta coinvolta, con le fiamme che hanno interessato parzialmente la struttura in cui erano parcheggiate le autovetture. Il fondatore di Tesla non ha dubbi: "È terrorismo", ha scritto su X Elon Musk, rispondendo al post di un utente che aveva pubblicato un articolo sul rogo di Torre Angela. 

“L'incendio avvenuto ai danni di una concessionaria Tesla nella zona di Torre Angela è un fatto di estrema gravità - commenta il sindaco di Roma Roberto Gualtieri - Al momento sono in corso le indagini per accertare le cause dell’evento, nessuna ipotesi viene al momento esclusa e ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine con cui sono in contatto. Se fosse confermata la matrice dolosa dell’incendio si tratterebbe di un atto inaccettabile da condannare nella maniera più ferma”.

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