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Firenze, coperte dei migranti sulle porte della basilica, delirio immigrazionista nel fortino rosso

Christian Campigli
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Un delirio crescente. Che va oltre le nostre tradizioni, i nostri costumi. Nella folle convinzione che le grottesche teorie no borders vadano portate avanti. Ad ogni costo. A Firenze, ultimo tra i fortini rossi, è stata inaugurata nella Basilica della Santissima Annunziata l'installazione denominata "Eldorato, nascita di una Nazione" dell’artista fiorentino Giovanni de Gara, che dal 2018 riveste le porte delle chiese con le coperte termiche consegnate ai migranti giunti nei porti europei. Il progetto artistico, partito quasi dieci anni fa dalla Basilica di San Miniato al Monte - come ricorda il Corriere Fiorentino - è tornato così nel capoluogo toscano, dopo aver fatto tappa in tutta Italia. Da Lampedusa a Venezia, da Genova a Palermo, da Parma a Napoli, le porte d’oro hanno cercato di "sensibilizzare e promuovere — racconta De Gara — una riflessione profonda sulle migrazioni, sulle terre promesse e negate e sull’aspirazione a un mondo diverso".

Una scelta che non ha convito affatto il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Alessandro Draghi: "La deriva immigrazionista della sinistra cittadina oggi, nel giorno del Capodanno Fiorentino, ci regala la porta di una delle più importanti basiliche della città, la SS.Annunziata, fasciata con coperte termiche. Sul piano politico e anche artistico, mettere le coperte termiche su una chiesa è, oltreché irrispettoso, una schifezza anche estetica. Quale nazione - si chiede l'esponente del partito fondato da Giorgia Meloni - quella dei clandestini? Se proprio si vuole fare una provocazione artistica, si costruisca in un luogo del centro, lontano da luoghi di culto, un’installazione ma fatta con fogli di via. Così invece è solo una bruttura e una mancanza di rispetto".

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